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Così il Papa Gregorio Magno, in una lettera
dell’ottobre 590, descrive il “ tormento ” che gli deriva dalla
divisione interiore ed esteriore tra i mille impegni del suo ministero e
l’anelito, grondante di nostalgia, per la vita di preghiera, di quiete,
di silenzio del monastero.
“ Noi tutti – ha detto li Papa Benedetto XVI nella visita al
Manoppello (1 Settembre 2006”) - cerchiamo il volto del Signore.
Il volto del Signore !
E’ questo il sospiro che attraversa i salmi della Bibbia. “Il tuo
volto, Signore io cerco (salmo 27,8). Quando vedrò il tuo volto ?”
(salmo 42,3).
E’ anche questa la commovente supplica di Mosè (Es.33,18-23). E ad essa
nel Nuovo Testamento fa eco la richiesta dell’apostolo Filippo che dice
a Gesù: “ Signore, mostraci il Padre e ci basta” (Gv.14,8)
Dio a Mosè rispose:” Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun
uomo può vedermi e restare vivo (Es.33,20). Gesù invece a Filippo apre
una strada, la strada della scoperta del volto, la strada del “vedere
Dio” : “Filippo, chi ha visto me ha visto il Padre “(Gv.14,9).
Ecco lo svelamento del volto: ”Sì, cari fratelli e sorelle - ha
ancora detto Benedetto XVI - per vedere Dio bisogna conoscere Cristo
e lasciarsi plasmare dal suo Spirito che guida i credenti alla verità
tutta intera”.
Ecco, dunque, la persona di Cristo. Egli è il volto del Padre . E’ questo
l’evento unico e irrepetibile della storia. Ha scritto bene -forse è una
struggente confessione - A.Camus:” Questo Dio, se vi tocca, è per il
suo volto di uomo”. Come, allora, non condividere lo slancio “mistico”
di Luis Borges dinanzi a “ Cristo in croce ” quando afferma: ”
La nera barba pende sopra il petto. Il volto non è il volto dei pittori.
E’ un volto duro, ebreo.”
Non lo vedo, insisterò a cercarlo fino al giorno dei miei ultimi passi
sulla terra ”.
Ma per quel giorno ogni velo sarà caduto.
Lorenzo Chiarinelli - Vescovo di Viterbo |