Turan


INDIETRO

AVANTI

Stampa

di Anzio Risi

Clicca sull'immagine per corrispondere con l'autore



Il giudizio di Paride: dietro ad un vecchio con barba si nota Hermes che conduce le tre dee al giudizio: Hera con mantello sulla testa, Athena con la lancia e lunga veste decorata, per ultima Afrodite con chitone. Anfora proveniente da Vulci, già collezione Candelori, ora all'Antikensammlungen di Monaco
Il giudizio di Paride: dietro ad un vecchio con barba si nota Hermes che conduce le tre dee al giudizio: Hera con mantello sulla testa, Athena con la lancia e lunga veste decorata, per ultima Afrodite con chitone. Anfora proveniente da Vulci, già collezione Candelori, ora all'Antikensammlungen di Monaco

Turan è la divinità etrusca simile alla greca Afrodite, le più sicure raffigurazioni la rappresentano nel "Giudizio di Paride", in età arcaica è rappresentata come divinità alata.
Accanto a Uni ed a Menerva, Turan era la divinità femminile più importante in Etruria. La dea forniva il nome ad un mese corrispondente al nostro luglio, nel quale cadevano le feste principali. Questa divinità aveva uno dei luoghi di culto più importanti nel santuario di Gravisca, l’antico porto della città etrusca di Tarquinia.
L’origine di questo culto greco-etrusco a Gravisca, è testimoniato da molte iscrizioni dedicatorie in entrambe le lingue, databili dall’inizio del VI sec. e fino al IV sec. a.C. La maggior parte di queste iscrizioni furono dedicate da donne e ciò ha fatto ritenere che a Gravisca la dea fosse considerata soprattutto come divinità dell’amore.
Altro suo attributo, visto il contesto portuale, potrebbe essere stato quello di proteggere i naviganti.


 


Incontro tra Eros e Afrodite.
Cratere a calice, Museo del Louvre Parigi.

Incontro tra Eros e Afrodite.
Cratere a calice, Museo del Louvre Parigi.

 


 

TORNA SU