Hanno seguito Gesù lasciando l’ingrato lavoro di pescatori, nella speranza di tempi migliori, di occupare un posto importante e ben retribuito. Infatti un giorno la mamma di due di loro, Giacomo e Giovanni, si presentò davanti al Cristo supplicandolo di dare ai suoi due figli un posto importante (ministro o sottosegretario!). E Gesù, che nelle settimane scorse li ha incoraggiati, per non farli avvilire, oggi usa un linguaggio che per gli apostoli è come una doccia fredda: ”chi non prende la sua croce e non mi segue,non è degno di me..” e li invita a fare sempre del bene; avranno in cambio tante ingratitudini, ma da Dio sempre ricompensa: Nella liturgia odierna viene riportato un brano del vecchio testamento preso dal secondo libro dei Re (4,8-11,14-16) ”un giorno Eliseo passa va per Sunen (nel nord della Palestina), ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, si che,venendo da noi, vi si possa ritirare. Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese a Giezi suo servo: ”che cosa si può fare per questa donna?” Il sevo disse: ”purtroppo esse non ha figli e suo marito è vecchio”. Eliseo disse: ”Chiamala”. La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: ”L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio”. Se fossimo convinti che Dio mantiene sempre le sue promesse, saremmo più inclini a fare del bene al nostro prossimo, senza aspettarci nessuna ricompensa umana, che spesso è causa di tanta delusione nei nostri rapporti sociali. |